Il favoloso mondo delle api

Quando ho scoperto il mondo delle api, la prima cosa che mi ha colpito è stata la danza con cui le api esploratrici, prendendo come punto di riferimento il sole, comunicano alle loro sorelle, api bottinatrici, l’esatta ubicazione e l’esatta distanza dei fiori da cui prelevare il nettare. Oggi si è celebrata la giornata mondiale delle api, con cui da un paio di anni si vuole richiamare l’attenzione sul ruolo essenziale che svolgono questi animali per la nostra stessa sopravvivenza, e sui rischi mortali a cui li stiamo sottoponendo da molto tempo con l’uso intensivo dei pesticidi.
«Se un giorno le api dovessero scomparire, all’uomo resterebbero soltanto quattro anni di vita». Questa frase è attribuita ad Albert Einstein. In realtà non è certo che l’abbia pronunciata, ma Einstein conosceva sicuramente il lavoro infaticabile delle api e degli altri impollinatori, da cui discende almeno la metà del cibo che mangiamo.
La natura è bellissima, ed è spietata. Avete mai assistito alla guerra fra due formicai? E anche i fuchi dell’alveare non se la passano bene, quando a fine stagione vengono sfrattati dall’arnia: quella delle api è una società rigidamente matriarcale. Ma nella natura tutto ha un significato, tutto ha un senso.
Osservo i fiori di camomilla, in questo periodo Cascina della pace ne è piena. E poi osservo le api che succhiano il nettare, e so che quel fiore destinato a sfiorire in un paio di giorni, è stato pensato fin dall’eternità per quest’unico istante. E quell’ape destinata a vivere una stagione o poco più, è stata pensata fin dall’eternità per questa primavera, o per l’estate che si approssima. E poi il fiore, l’ape, torneranno là da dove sono venuti. Il nudo orrore non è la morte, nonostante il suo corredo di sofferenza e di separazione. Il nudo orrore è lo smarrimento di significato in questa vita, la perdita di senso dell’esistenza, e può esserne vittima solo l’uomo.
Fra qualche giorno le api verranno ad abitare anche qui, a Cascina della pace.

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